19
apr
Ricordo di un papà artista
contributo | dory
| arte | famiglia & affetti |
Eolo Di Giulio - Riproduzione da Giotto “La predica di S. Francesco davanti a Onofrio III” , Basilica Superiore di Assisi, (1964) cm 116x107. Legno di faggio evaporato.
Eolo Di Giulio - Riproduzione da Giotto “La predica di S. Francesco davanti a Onofrio III” , Basilica Superiore di Assisi, (1964) cm 116x107. Legno di faggio evaporato.

Quando ero piccola, mio padre era sempre per me una sorta di appoggio, rinchiuso nel suo laboratorio, chino sulle sue tavole di legno, una specie di “sciamano”... a contatto con le sue opere.

Quando in casa mi impedivano di fare qualcosa e stentavo a capire, allora scendevo giù al piano di sotto (nel suo laboratorio) e lui, con la sua immancabile radio accesa in sottofondo, mi spiegava “i perché” con semplicità, a volte approvava a volte invece sovvertiva la morale comune, cercando sempre di andare oltre.

 

Poi al piano di sopra, in famiglia ecco che si trasformava, forse chiudendosi un po’. Ma non era chiuso, era solo sempre assorto in questioni che non riguardavano la realtà contingente… atteggiamento tipico degli artisti.

 

Da ragazzino, figlio maggiore di quattro fratelli, aveva dovuto iniziare subito a lavorare nella bottega di falegname del padre per mantenere tutta la sua famiglia. Aveva dovuto abbandonare la scuola, ma non gli studi (che portò avanti da solo) poiché l’affetto di un maestro che aveva visto in lui un talento, gli fece conoscere la storia dell’arte. Ancora bimbo a 11 anni veniva già invitato dal parroco a plasmare i putti nella cappella della chiesa. Durante la guerra sotto i bombardamenti, rifugiatosi in una grotta, scolpisce da un tronco d’albero “L’angelo guerriero” con un solo scalpello, e, da allora, inizia a coltivare l’idea di trasporre su legno le opere di grandi artisti come Giotto e Leonardo.

 

Ma la passione per questa arte non lo distoglie mai dall’attività politica, altra sua grande passione, che influenzerà gran parte del suo lavoro. È così che nasce il quadro di Piazza Maggiore, di dimensioni davvero grandi. Mio padre da autodidatta, non ha studiato la prospettiva, ma riesce in quel quadro di quasi due metri a consegnare l’essenza della città in pochi centimetri di rilievo.

 

Non ci sono altre parole per ringraziarlo che consegnare ad Internet (“questa piazza virtuale”) alcune immagini dei suoi lavori nella speranza di ricevere commenti e, perché no, anche segnalazioni in proposito.





 
Eolo Di Giulio - Piazza Maggiore, Bologna (1980) cm. 237x97. Legno di obece. - Click per ingrandire
Eolo Di Giulio - Piazza Maggiore, Bologna (1980) cm. 237x97. Legno di obece.
Eolo Di Giulio - Particolare tratto da Piazza Maggiore, Bologna (1980) cm. 237x97. Legno di obece. - Click per ingrandire
Eolo Di Giulio - Particolare tratto da Piazza Maggiore, Bologna (1980) cm. 237x97. Legno di obece.
Riproduzioni da: “La Eolo Di Giulio - Riproduzione da Leonardo da Vinci
Riproduzioni da: “La Eolo Di Giulio - Riproduzione da Leonardo da Vinci "La Gioconda”, (1964) cm 80x100.

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Vicky La Perfida