19
apr
Donne, che donne!
contributo | Paola Camisa - psicoterapeuta
| psicologia |

Madre, moglie, mediatrice famigliare, amica, all’occasione danzatrice del ventre…. lavoratrice (spesso full time), casalinga (cuoca, lavandaia, domestica tuttofare), autista…Non male per una persona sola.

Eppure è proprio ciò che la donna è arrivata a “conquistare” nella sua lunga carriera di lotta per essere riconosciuta nei suoi diritti/doveri. A ben guardare non sembra proprio una grande conquista, anzi, ci siamo tirate la zappa sui piedi.


iStock - Evgeny Kuklev
iStock - Evgeny Kuklev


La donna ha poi la sensazione di sentirsi alternativamente in colpa verso il marito/fidanzato, verso i figli, verso il datore di lavoro, e perché no, verso le aspettative di mamma e papà, ogniqualvolta si dedica all’uno trascurando necessariamente l’altro. Le soluzioni sono due: o raggiungiamo un grado evolutivo tale che ci consenta di avere il dono dell’ubiquità, oppure dobbiamo cambiare radicalmente le nostre aspettative verso noi stesse.

La donna è in se stessa capace di duttilità ed elasticità, di un grande adattamento: basta pensare ai cambiamenti fisici, psicologici, organizzativi che comporta una gravidanza! Abbiamo la possibilità fisiologica di essere libere e creative e di modificare continuamente la nostra situazione, secondo le nostre esigenze. Dovremmo imparare ad avere fiducia nella nostra vita e nelle nostre capacitàal punto da essere certe che tutto è possibile al momento giusto. E, per favore, diamo spazio soprattutto alla nostra gioia e realizzazione, perché solo in questo modo insegniamo ai nostri figli l’amore verso se stessi e la gioia di vivere.

 

 

 

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Vicky La Perfida