23
apr
Norah Jones e le sue delicate armonizzazioni
contributo | Gabriele Vitiello
| idee regalo | musica |

Mi accingo a parlarvi di Norah Jones e mi accorgo che gli aggettivi rischiano di essere finiti. Finora vi ho proposto delle artiste dalle qualità decisamente alte: raccontarvi delle loro voci bellissime è stato relativamente semplice. Mi son chiesto però, se usare aggettivi che scomodano categorie di merito solo positive, alla lunga non possa inficiare l’attenzione delle lettrici di Parentesi Rosa.


Norah Jones
Norah Jones


Ma sì, d’accordo, ci hai raccontato di grandi artiste, ma ora ci hai annoiato. Non è un dubbio sterile, che mi pongo: è il dubbio che chiunque scriva, deve porsi. E allora? Allora Norah Jones non ha una voce stratosferica, non raggiunge vette tonali da far rabbrividire. Usa quasi sempre solo le ottave centrali. Usa il piano e a volte la chitarra, ma mai con delle iperboli sonore. Eppure. Eppure Norah Jones ha qualità da vendere, perché sa armonizzare con delicatezza le sue canzoni. Sa dosare i suoi mezzi sapientemente con gli altri musicisti di cui si circonda. È una band leader, senza apparire tale. Non sono qualità da poco. Dare spazio alla fusione degli strumenti, alla armonizzazione essenziale della voce come strumento, è qualità alta in un musicista.

 

In casa ho 3 cd (il quarto è uscito da poco ma non l’ho ancora acquistato) e ascoltando attentamente la loro progressione, ci si rende conto che la cura che Norah Jones dedica alla delicatezza è veramente gradevole.

 

Ehi, non ho mai usato l’aggettivo “bello”…

 

 

 

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Vicky La Perfida