21
apr
La musica al tempo di Sanremo
contributo | Gabriele Vitiello
| musica |

Parto dall’assunto che la musica italiana non mi piace. Non mi piace la superficialità degli autori (ancorati a testi spesso molto retorici), non mi piace l’omogeneità delle voci (a volte ti rendi conto che tanti cantanti hanno lo stesso timbro tonale, clonato sotto la fotocopiatrice), non mi piace la falsità di cui si circondano. Chiedo scusa per i commenti tranciati con durezza, ma se non parto da questo assunto, non riesco altrimenti a spiegare le eccezioni che ogni tanto mi capita di incontrare. Ed è proprio di eccezioni che volevo parlarvi: Malika Ayane.


Confesso di essere refrattario alle iperboli e spero, negli articoli esposti in questa rivista, di avere affrontato con equilibrio la materia musicale. Ma di fronte a questa nuova voce affacciata al panorama musicale italiano (e non solo), devo usare aggettivi forti: potenza nella struttura della voce, colore nel timbro, intonazione perfetta, capacità interpretativa. Tutto ciò amplificato a livelli decisamente superiori rispetto a quello dei clonati di cui sopra.

Ho acceso in rarissimi momenti la tivù su Sanremo, trovando casualmente la sua voce: ho ascoltato al microscopio (passatemi la metafora) ogni nota espressa, rimanendo letteralmente emozionato. Per ovvi motivi, non mi interessa che abbia vinto o perso la manifestazione sanremese. Tanto la vita va avanti lo stesso, e quella donna sarà destinata a farci sentire in altre occasioni ciò di cui è capace. Osservatela, ascoltatela, bevete la sua musica.


Malika Ayane - www.malikaayane.com - ph. Marco Craig
Malika Ayane - www.malikaayane.com - ph. Marco Craig










 
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Vicky La Perfida