16
apr
Paganini n’Funky di Alessandro Quarta
contributo | Nicoletta Tassan Solet, Press & PR, nicoletta.tassan@gmail.com
| eventi & week-end | musica |
Alessandro Quarta - Ph. Barbara Rigon
Alessandro Quarta - Ph. Barbara Rigon
Il 2 gennaio 2011, Alessandro Quarta, assieme alla sua Blues Band e alla AcuString Orchestra, presenterà in prima assoluta il primo capitolo del suo Soul Virtuoso Project, intitolato Paganini n’Funky.
 
«Da sempre desidero avvicinare i mondi, apparentemente lontanissimi, della classicità virtuosistica paganiniana, e in particolare del primo Concerto di Niccolò Paganini (op.6 in re maggiore, ndr), e della soul music. Questi due universi musicali condividono, in realtà, ben più di un principio di fondo: la semplicità, innanzitutto, che caratterizza le linee melodiche, la forma e  l’armonia dei brani tanto classici quanto soul, e infonde loro la “purezza” che li ha resi universali. Il successo di cantanti come Nina Simone, Stacey Kent, James Brown, James Taylor, tra i miei modelli di riferimento statunitensi, è infatti dovuto alla loro geniale semplicità. Sono questi artisti, a mio avviso, i moderni “contraltari” dei giganti della classicità musicale, come Mozart, Beethoven, e Paganini nell’ambito del repertorio violinistico.»
 
A fianco al Concerto, alle parafrasi operistiche e ai Capricci di Paganini, che Alessandro Quarta rivoluziona attraverso l’innesto di elementi soul e l’improvvisazione blues, compariranno quindi alcuni dei titoli che questi interpreti hanno contribuito a rendere immortali (da I put a spell on you nella versione di Nina Simone, a You’re the top, cantata da Stacey Kent, ai brani di Tower of Power) e nuovi brani autografi come gli autobiografici Gocce – malinconica ballad scritta in un momento di grande amarezza, in cui però il sentore di una vicina rinascita si caricava di nuove, meravigliose speranze, confessa Alessandro – e Almost Blues, un dolcissimo “quasi blues”, come indica il suo titolo, denso di riferimenti alla classicità mozartiana (dall’uso del clarinetto in la negli impasti di fiati, alla soavità delle melodie), al tardo romanticismo rachmaninoffiano (nella sontuosità dell’orchestrazione), e alla musica dei grandi del Novecento francese (Debussy, Ravel, Satie) e americano (Gershwin e Porter).
 
Divise da un tappeto rosso, la AQ Blues Band e alla AcuString Orchestra costituiranno l’ascisse e la coordinata entro cui Alessandro, sullo sfondo di una sorprendente scenografia in stile “funky”,  potrà indulgere nell’esplorazione dei mondi musicali - quello della musica classica e quello del jazz,  del funky e della soul music – che da sempre costituiscono i suoi universi di riferimento.
Prevendita Biglietti:
HELLOTICKET – Numero Verde: 800 90 80 70
INFO: http://www.icolecce.it/  - 0832 2101 - 0832 24 14 68

 
«Da sempre desidero avvicinare i mondi, apparentemente lontanissimi, della classicità virtuosistica paganiniana, e in particolare del primo Concerto di Niccolò Paganini (op.6 in re maggiore, ndr), e della soul music. Questi due universi musicali condividono, in realtà, ben più di un principio di fondo: la semplicità, innanzitutto, che caratterizza le linee melodiche, la forma e  l’armonia dei brani tanto classici quanto soul, e infonde loro la “purezza” che li ha resi universali. Il successo di cantanti come Nina Simone, Stacey Kent, James Brown, James Taylor, tra i miei modelli di riferimento statunitensi, è infatti dovuto alla loro geniale semplicità. Sono questi artisti, a mio avviso, i moderni “contraltari” dei giganti della classicità musicale, come Mozart, Beethoven, e Paganini nell’ambito del repertorio violinistico.»
 
A fianco al Concerto, alle parafrasi operistiche e ai Capricci di Paganini, che Alessandro Quarta rivoluziona attraverso l’innesto di elementi soul e l’improvvisazione blues, compariranno quindi alcuni dei titoli che questi interpreti hanno contribuito a rendere immortali (da I put a spell on you nella versione di Nina Simone, a You’re the top, cantata da Stacey Kent, ai brani di Tower of Power) e nuovi brani autografi come gli autobiografici Gocce – malinconica ballad scritta in un momento di grande amarezza, in cui però il sentore di una vicina rinascita si caricava di nuove, meravigliose speranze, confessa Alessandro – e Almost Blues, un dolcissimo “quasi blues”, come indica il suo titolo, denso di riferimenti alla classicità mozartiana (dall’uso del clarinetto in la negli impasti di fiati, alla soavità delle melodie), al tardo romanticismo rachmaninoffiano (nella sontuosità dell’orchestrazione), e alla musica dei grandi del Novecento francese (Debussy, Ravel, Satie) e americano (Gershwin e Porter).
 
Divise da un tappeto rosso, la AQ Blues Band e alla AcuString Orchestra costituiranno l’ascisse e la coordinata entro cui Alessandro, sullo sfondo di una sorprendente scenografia in stile “funky”,  potrà indulgere nell’esplorazione dei mondi musicali - quello della musica classica e quello del jazz,  del funky e della soul music – che da sempre costituiscono i suoi universi di riferimento.


 

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Vicky La Perfida