17
apr
I promessi morsi: ovvero quando dal classico romanzo di Manzoni si arriva al Twilight italiano
contributo | Andrea
| costume e società | proposte di lettura |
copertina volume I PROMESSI MORSI, Rizzoli Editore, 2011
copertina volume I PROMESSI MORSI, Rizzoli Editore, 2011

“Ma perché Lucia invece di scappare per centinaia di pagine da Don Rodrigo tra guerre, pestilenze, rivolte e altri pericoli mortali del Nord-Italia nel XVII secolo non rimane al paesello e diventa un pochino più accondiscendente?”

Tutti almeno una volta ce lo siamo chiesti alle superiori durante terrificanti lezioni di lettere nelle quali le nostre professoresse di italiano, vecchie e attempate, ci ammorbavano per una o più ore con quel terribile mattone scritto quasi 200 anni fa da tale Manzoni Alessandro, ma forse nessuno o comunque troppe poche persone si sono chieste: “E se in questi terrificanti tomi della letteratura italiana avessero inserito elementi horror o fantascientifici?”
Io personalmente me lo chiedevo e pare che non sia stato l’unico: infatti un noto scrittore di Voghera, classe 1930 e membro del circolo di letterati noto come Gruppo 63 di nome Alberto Arbasino aka Anonimo Lombardo ha da poco pubblicato un libro edito da Rizzoli che, partendo proprio da questo presupposto, rivisita il classico I Promessi Sposi con un romanzo intitolato I Promessi Morsi.

Non è uno scherzo, né una trovata pubblicitaria, ma un libro italiano che segue un filone da poco nato in America, inaugurato da Grahame Smith, reo di aver scritto una rivisitazione in chiave horror - Orgoglio e Pregiudizio e Zombie - del classico di Jane Austen di aver riscritto la biografia del presidente Abraham Lincoln - dipingendolo come un ammazzavampiri - e che ora si appresta a diventare un film.

Tornando al nostro libro, esso ricalca fedelmente la trama e in parte lo stile letterario del romanzo manzoniano, dove ogni capitolo contiene interi paragrafi presi, come diremmo noi italiani moderni, in modo "copia e incolla", come ad esempio la famosa intro del primo capitolo: "Quel ramo del lago di Como" ecc., per poi passare alla drammatica scena in puro stile horror gotico di una contadinella braccata nel bosco da un gruppo di Bravi non-morti e dal loro padrone Vampiro (probabilmente Don Rodrigo) i quali infine la ghermiranno e divoreranno per poi tornare subito dopo alla famosa scena di Don Abbondio e i bravi nella quale i sopraccitati bravi (zombie) intimano al vile curato del paese di non celebrare il matrimonio tra Lucia e Renzo, pena la morte.

 

Leggendo questo post, la prima cosa che una persona qualunque potrebbe pensare è che si tratti di una "idiozia", ma dopo i primi capitoli, troviamo inquietanti descrizioni di questa immaginaria società nel Nord rinascimentale - nella quale demoni, streghe e non-morti affliggono miserabili incapaci di ribellarsi ai soprusi dei nobili-vampiro e alle loro schiere di zombie, poiché finirebbero solo col diventare o il piatto forte del loro banchetto o altri servi zombie, con l’anima rubata da artifizi diabolici e sigillata in speciali ampolle chiuse in sotterranei di bui manieri maledetti - così ben curate da farci capire subito che chi ha scritto questo libro di certo è una persona che sa quello che dice.

Se siete dei puristi della letteratura in generale e/o italiana in particolare certamente non apprezzerete quest'opera, ma se, come il sottoscritto, apprezzate le idee innovative e volete rileggervi un classico sotto una luce diversa, forse vi piacerà, e magari sarà l'occasione per avvicinarsi a nuovi generi letterari.


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Vicky La Perfida