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Calligrafia, ovvero l’arte della bella scrittura In evidenza

Chi, come me, è sulla quarantina o anche più in là con gli anni, se lo sarà sentito dire dalla maestra almeno un milione di volte: scrivi in “bella” calligrafia! (con un eccesso di zelo per giunta… dalla via che calligrafia significherebbe già di per sé “bella scrittura” essendo composta dalle parole greche calòs "bello" e graphìa "scrittura").

Un mantra che ha accompagnato la nostra infanzia e condizionato - diciamolo - anche qualche risultato scolastico (al motto di “ti avrei dato un voto in più, ma sei stato troppo disordinato!”).

Le generazioni successive sono state decisamente molto meno sollecitate su questo argomento, e qualcuno è arrivato anche a teorizzare che disordine e brutta grafia indicassero una certa personalità nel bambino.
Vero o no, sta di fatto che in questi anni assistiamo a una vera e propria rivincita della “bella scrittura” e l’arte dello scrivere a mano è uno dei trend più significativi che si riscontra nel mondo della grafica.

Arredi urbani, cartelloni, locandine… siamo circondati da scritte e decorazioni hand made o simulanti la scrittura manuale. Anche i ristoranti (soprattutto nel nord Europa) fanno a gara ad avere il menù finemente trascritto con gesso sulla lavagna e riempiono pareti intere di scritte e decori calligrafici.

Un trend che nasce dalla voglia di produrre qualcosa di speciale e originale, comprese quelle piccole imperfezioni che ne attestano l’unicità; una sorta di reazione alla riproducibilità e alla perfezione sempre uguale dei caratteri tipografici.

L’antica e nobile arte della bella scrittura, presente non solo nella cultura occidentale ma anche in quella cinese, giapponese e araba, sta così vedendo un’incredibile rivalutazione: persone di ogni provenienza culturale e sociale si iscrivono a corsi di scrittura calligrafica che in questi anni si sono letteralmente moltiplicati.

Lo stesso Steve Jobs, dopo aver abbandonato l’università, frequentò un corso di calligrafia. E si dice che fu grazie a quella esperienza che dieci anni dopo, quando si trovò a progettare e creare il primo Macintosh, lo dotò di una caratteristica assolutamente nuova per l’epoca: un’ampia scelta di font tipografici.

Per chi desidera avvicinarsi a quest’arte, il primo passo è procurarsi gli strumenti giusti: pennini, inchiostri, gessetti, pennarelli e naturalmente la giusta tipologia di carta.
Anche online è possibile acquistare tutto l’occorrente, come per esempio nel catalogo cartoleria per ufficio di Caprioli.
Sempre sul web, è possibile trovare decine di tutorial sulle varie tecniche e arti della scrittura che mostrano procedure e “trucchi” per ogni tipologia di materiale utilizzato.


Vi è venuta voglia di provare?
Un buon banco di prova potrebbero essere i bigliettini di auguri da legare ai regali di Natale… con un po’ di impegno farete un figurone!

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