Menu
Tablet menu

Storia di un decluttering e qualche consiglio utile In evidenza

Il decluttering più importante della mia vita credo di averlo fatto in occasione del trasloco nella casa nuova: vent’anni di cose e ricordi stipati in armadi, librerie, bauli e cantine. So che molti traslocano impacchettando tutto così com’è, per decidere il destino del contenuto via via che aprono i cartoni. Noi molto pragmaticamente abbiamo deciso che gli oggetti in “forse” sarebbero dovuti stare in un solo ed unico scatolone e il resto, anche se a denti stretti, via… e così è stato!

  

Ora, quando metti mano a vent’anni di vita la cosa diventa davvero faticosa, per non dire traumatica. Ma avevamo deciso che la casa nuova doveva essere all’insegna dello spazio e della funzionalità e bisognava partire con il piede giusto.

LESS IS MORE
Mai come quando traslochi ti rendi conto della quantità di cose che si accumulano e, se in alcuni casi si tratta di oggetti a noi cari a motivo di qualche ricordo, per la restante parte, e qui serve essere onesti, si tratta di oggetti spesso inutili, magari anche belli, ma che realmente non ci servono o che magari non trovano spazio in casa o non sono adatti al nostro arredamento.
Noi per esempio abbiamo deciso di dire addio ai soprammobili, sia per una questione di stile che di praticità di gestione della casa e, vi garantisco, è stata durissima. Unica chance di salvezza, riservata a pochi oggetti di pregio (o cari ricordi), essere destinati al famigerato scatolone dei reclutati “in forse”, nessun’altra eccezione ammessa.

Stessa cosa abbiamo deciso di fare con i vestiti. Col trasloco ho adottato una nuova regola: quello che per un paio di stagioni consecutive non metti, molto probabilmente non lo metterai più. Ovvero: fai spazio ad un capo nuovo. Anche qui applicare la regola può sembrare uno stillicidio perché quella maglietta ci stava benissimo, ma appunto “stava… e quel vestito era così carino, ma ora decisamente no e giocare al “magari mi torna ad andar bene” è solo autentico autolesionismo. È davvero inutile e controproducente trovarsi con un guardaroba pieno e “nulla da mettere”, un classico di noi donne. Basta: facciamo piazza pulita e vuotiamo davvero questo armadio. Ci sentiremo sicuramente meno in colpa quando andremo a fare shopping: evviva!

NON BUTTARE, MA VALORIZZARE…
Scegliere di eliminare oggetti, pezzi d’arredamento, vestiti o accessori non significa per forza buttare o sprecare, anzi. Se sono in buone condizioni è giusto pensare che questi oggetti possano avere una nuova vita, in qualche altra casa. In occasione del trasloco, ma anche successivamente abbiamo utilizzato Mercatopoli, una catena di negozi dell’usato, di cui abbiamo già parlato in questo post, per vendere tutto quello che non potevamo o volevamo portare nella casa nuova: dal divanetto giallo, bello ma ormai troppo piccolo, ai soprammobili, ma anche specchi, mensole, armadi. Tutte cose usate sì, ma ancora in ottimo stato, che non potevamo assolutamente pensare di lasciare davanti ad un cassonetto.


Da Mercatopoli la procedura è molto semplice: basta iscriversi e portare i propri oggetti in negozio, dove verranno valutati dall’esperto e messi in vendita. Avrete una distinta con la lista delle cose consegnate e il prezzo di vendita. Quando gli oggetti saranno venduti potrete ritirare la vostra percentuale sull’incasso.

I vantaggi non sono pochi se pensate che potete liberarvi immediatamente di ciò che lascerete in vendita e che valorizzerete questi oggetti, potendo poi eventualmente investire il ricavato in qualcosa di utile. Certo il valore della vendita è solitamente abbastanza ridotto rispetto al costo originale, ma occorre pensare che l’usato diventa interessante proprio dal punto di vista del prezzo, oltre che per l’originalità dell’oggetto stesso, che a volte sarebbe davvero introvabile altrove.

Questi negozi si rivelano essere spesso anche luoghi dove trovare dei piccoli tesori, come potete vedere dalle foto che abbiamo fatto presso il punto vendita di Castel Maggiore a Bologna.

 

 

Vota questo articolo
(0 Voti)
Torna in alto