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L'abito da sposa che non fa la quarantenne Modello di Domo Adami

L'abito da sposa che non fa la quarantenne

Il passaggio agli “anta” è un momento delicato. E se capita di convolare a nozze?

È inutile negarlo: il passaggio agli “anta” è un momento delicato. E se capita di convolare a nozze proprio a ridosso di questo guado, la scelta dell’abito va ponderata. Perché negarsi un vestito da favola? L’importante è non commettere errori di stile:

  • Evitare il più possibile lo stile bomboniera con tulle e crinoline; su una ragazzina può suscitare un sorriso di tenerezza, su una quarantenne l’effetto è deleterio.
  • Sì all’abito lungo: bisogna pure realizzare un sogno! Ma senza strascico o che sia appena accennato.
  • Attenzione ai modelli: indirizzarsi su uno che esalti la propria siluette: agli “anta” è alto il rischio di indossare qualcosa che gridi “Vorrei ma non posso!”
  • Prediligere linee sobrie e sbizzarrirsi piuttosto sui tessuti: broccati, sete, velluti…
  • Chi ha un fisico slanciato e una personalità disinvolta può optare per il bianco totale, ma essendo simbolo di purezza, a quarant’anni o lo si indossa con ironia, o è meglio scegliere tra le miriadi di sfumature che vanno dallo champagne al rosa cipria.
  • Accessori: lasciare perdere i guanti e puntare invece sulle scarpe: anni di esperienza sui tacchi saranno pur serviti a qualcosa! È ora di dimostrarlo.
  • Il velo, essendo un capo ricco di significati simbolici legati alla purezza e alla castità, è da escludere sempre.

Con un po’ di gusto e altrettanto buonsenso, il risultato sarà una mise raffinata, che una quarantenne ha il privilegio di poter indossare con personalità.

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